LATA
Laboratorio Analisi e Tecnologie Ambientali
Via Pitagora, 21 - 20128 Milano
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La sostenibilità ambientale non è più soltanto una questione di adempimenti normativi. È diventata una leva competitiva che distingue le aziende capaci di anticipare i cambiamenti da quelle che li subiscono. Al centro di ogni strategia ambientale efficace c'è un elemento imprescindibile: la conoscenza precisa dello stato delle proprie matrici ambientali.
Aria, acqua e suolo rappresentano i tre pilastri su cui si fonda l'impatto ambientale di qualsiasi attività produttiva. Il loro monitoraggio sistematico e integrato non è un costo da minimizzare, ma un investimento che genera valore misurabile: dalla prevenzione di criticità operative alla costruzione di una reputazione solida, dall'ottimizzazione dei processi alla capacità di dialogare con stakeholder sempre più attenti ai temi ESG.
La qualità dell'aria è il primo indicatore visibile dell'impatto di un'attività industriale sul territorio. Le emissioni atmosferiche non rimangono confinate entro i perimetri aziendali: si diffondono, vengono percepite dalla comunità, influenzano la salute dei lavoratori e dei cittadini. Per questo, il controllo delle emissioni in atmosfera è diventato negli anni uno degli ambiti più regolamentati e monitorati della gestione ambientale.
Ma la qualità dell'aria non riguarda solo la conformità normativa. Rappresenta anche un parametro di efficienza: processi produttivi ottimizzati generano meno emissioni e consumano meno energia. Il monitoraggio delle emissioni diventa così uno strumento per identificare sprechi, migliorare la combustione, ridurre l'impatto carbonico e, in ultima analisi, abbassare i costi operativi.
Il monitoraggio dell'aria si articola su diversi livelli. Le emissioni convogliate – quelle che provengono da camini e punti di emissione controllati – sono le più evidenti e quelle per cui la normativa prevede limiti precisi. Ma altrettanto rilevanti sono le emissioni diffuse, che sfuggono a una captazione puntuale e che possono derivare da attività di movimentazione, stoccaggio o lavorazione.
Gli inquinanti da tenere sotto controllo variano a seconda del settore produttivo: polveri e particolato, composti organici volatili (COV), ossidi di azoto (NOx), ma anche sostanze specifiche legate ai processi. La chiave è passare da un monitoraggio occasionale, magari effettuato solo in sede di rinnovo autorizzativo, a un controllo sistematico che permetta di cogliere le variazioni nel tempo e di intervenire tempestivamente.
Un monitoraggio efficace delle emissioni in atmosfera genera valore su più fronti:
In sintesi: il monitoraggio dell'aria non è solo tutela ambientale, ma anche controllo di gestione.
Agenda 2030 - Goal 13: Lotta contro il cambiamento climatico
Le Nazioni Unite hanno posto il contrasto al cambiamento climatico tra gli obiettivi prioritari per lo sviluppo sostenibile. Le aziende che misurano e riducono le proprie emissioni atmosferiche contribuiscono attivamente a questo obiettivo globale, rafforzando al contempo la propria competitività.
L'acqua è una risorsa sempre più scarsa e strategica. In molte aree del mondo – Italia compresa – lo stress idrico è una realtà con cui fare i conti, non un'ipotesi futura. Per le aziende, l'acqua ha una duplice valenza: è una risorsa indispensabile per i processi produttivi e, al tempo stesso, è un vettore di potenziali inquinanti quando viene scaricata.
Gestire l'acqua in modo consapevole significa quindi monitorare sia i prelievi (quanta acqua viene utilizzata e da quali fonti) sia gli scarichi (che tipo di sostanze vengono restituite all'ambiente e in quali concentrazioni). Ma c'è un terzo aspetto spesso trascurato: le acque sotterranee presenti nei siti produttivi, che possono essere indicatori precoci di eventuali contaminazioni.
Il monitoraggio delle acque in ambito industriale si declina in diverse tipologie:
Oltre ai parametri chimico-fisici tradizionali, sempre più attenzione viene dedicata agli inquinanti emergenti – sostanze che solo recentemente sono state riconosciute come potenzialmente problematiche – e ai POPs (inquinanti organici persistenti), regolamentati a livello europeo per la loro capacità di accumularsi nell'ambiente.
Un monitoraggio accurato delle acque genera benefici concreti:
In sintesi: l'acqua non è solo una voce di costo, ma una risorsa da gestire strategicamente.
Agenda 2030 - Goal 6: Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
L'accesso universale all'acqua potabile e la gestione sostenibile delle risorse idriche sono obiettivi globali. Le aziende che monitorano e ottimizzano il proprio ciclo idrico contribuiscono a preservare questa risorsa fondamentale per le generazioni future.
Se aria e acqua sono sotto i riflettori da decenni, il suolo rimane spesso la matrice ambientale più trascurata. Eppure, il suolo è la "memoria" di tutte le attività che si sono svolte su un sito: assorbe, trattiene e può rilasciare nel tempo le sostanze con cui entra in contatto.
Un suolo contaminato non è solo un problema ambientale: è una passività economica. Può bloccare operazioni di vendita, fusione o ristrutturazione aziendale. Può generare responsabilità legali che si protraggono nel tempo. E, soprattutto, può compromettere la salute delle persone che lavorano o vivono nelle vicinanze.
La buona notizia è che il suolo può essere gestito in modo preventivo, evitando di trovarsi nella situazione di dover affrontare emergenze ambientali.
Il monitoraggio del suolo si articola su diversi livelli:
La normativa di riferimento – in particolare il D.Lgs. 152/2006 nella Parte Quarta relativa ai siti contaminati – prevede criteri precisi per la caratterizzazione e la bonifica, ma il vero valore aggiunto sta nell'anticipare i problemi anziché rincorrerli.
Monitorare il suolo significa:
In sintesi: il suolo è un asset da proteggere, non solo un supporto fisico delle attività produttive.
Agenda 2030 - Goal 15: Vita sulla Terra
La protezione e il ripristino degli ecosistemi terrestri, la gestione sostenibile delle foreste e il contrasto alla desertificazione sono obiettivi che partono dalla tutela del suolo. Le aziende che gestiscono responsabilmente i propri terreni contribuiscono alla salvaguardia della biodiversità e della fertilità del territorio.
Le matrici ambientali non sono compartimenti stagni: sono sistemi interconnessi. Un inquinante rilasciato nell'aria può depositarsi sul suolo. Una sostanza sversata sul terreno può infiltrarsi nelle falde acquifere. Le acque di dilavamento dei piazzali possono trasportare contaminanti dal suolo ai corpi idrici superficiali.
Gestire le matrici in modo separato significa perdere questa visione sistemica e rischiare di sottovalutare impatti indiretti. Al contrario, un approccio integrato permette di:
Adottare una visione integrata porta vantaggi concreti:
Il ruolo delle reti di monitoraggio nazionali
In Italia, il monitoraggio ambientale si avvale di una rete coordinata a livello nazionale: il Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (SNPA), che comprende ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e le ARPA regionali. Questi enti pubblicano rapporti periodici sullo stato dell'ambiente, forniscono linee guida tecniche e rappresentano un punto di riferimento per le aziende.
Affidarsi a laboratori accreditati e a consulenti che conoscono le metodologie SNPA significa garantire la qualità e l'affidabilità dei dati, elementi fondamentali per qualsiasi strategia ambientale.
Gestire in modo efficace aria, acqua e suolo richiede competenze tecniche specialistiche e una visione d'insieme che vada oltre la singola analisi di laboratorio. LATA – Laboratorio Analisi e Tecnologie Ambientali opera da oltre quarant'anni proprio con questo approccio: non solo fornitore di analisi, ma partner tecnico-consulenziale capace di accompagnare le aziende nella costruzione di strategie ambientali solide e sostenibili.
LATA offre competenze specifiche su tutte e tre le matrici ambientali:
Il laboratorio ha sviluppato una particolare expertise nel settore idrico, dove opera con accreditamento ACCREDIA su numerosi parametri. Le tipologie di acque analizzate comprendono:
L'accreditamento ACCREDIA garantisce che le analisi siano condotte secondo le metodologie più rigorose e che i risultati siano affidabili e riconosciuti dalle autorità di controllo.
Oltre le analisi: la consulenza ambientale
Il valore aggiunto di LATA sta nella capacità di integrare l'attività analitica con una consulenza ambientale qualificata. Il team di consulenti supporta le aziende in:
Questo approccio permette alle aziende di trasformare il monitoraggio ambientale da adempimento burocratico a strumento di gestione strategica.
ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
Annuario dei dati ambientali, rapporti sulla qualità dell'aria e delle acque, stato dell'ambiente in Italia
https://www.isprambiente.gov.it/
ARPA Lombardia - Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente
Monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, qualità dell'aria, controlli ambientali
https://www.arpalombardia.it/
Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile - Nazioni Unite
Obiettivi di sviluppo sostenibile (Goal 6, 13, 15) e framework globale per la sostenibilità
https://unric.org/it/agenda-2030/
SNPA - Sistema Nazionale per la Protezione dell'Ambiente
Rapporti integrati sullo stato dell'ambiente, linee guida tecniche, coordinamento nazionale
https://www.snpambiente.it/
Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE
Framework normativo europeo per la gestione integrata dei bacini idrografici
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=CELEX:32000L0060
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