LATA
Laboratorio Analisi e Tecnologie Ambientali
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Con la pubblicazione sul BURL del 4 dicembre 2025, Regione Lombardia ha diffuso le Linee di indirizzo per l’applicazione della Decisione di esecuzione (UE) 2022/2427, che introduce le BAT WGC (Waste Gas Management) per il settore chimico.
Il documento regionale nasce con un obiettivo chiaro: accompagnare e rendere più omogenea l’applicazione delle BAT Conclusions nei procedimenti di riesame delle autorizzazioni ambientali, superando alcune criticità interpretative emerse nei primi mesi di applicazione della Decisione europea.
Cosa sono le BAT Conclusions
Nel quadro della Direttiva sulle emissioni industriali (IED) 2010/75/UE, l’Unione europea ha introdotto le BAT Conclusions (Best Available Techniques Conclusions) come strumento centrale per garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente.
Le BAT Conclusions individuano, per ciascun settore industriale, le migliori tecniche disponibili per la prevenzione e la riduzione delle emissioni, definendo anche i livelli di prestazione ambientale attesi (limiti alle emissioni) espressi attraverso i BAT-AEL (BAT Associated Emission Levels).
Dal punto di vista operativo, esse rappresentano il riferimento tecnico vincolante su cui le Autorità basano le condizioni delle autorizzazioni ambientali AIA e i relativi procedimenti di riesame.
Per le imprese chimiche lombarde – ma con evidenti riflessi anche a livello nazionale – queste indicazioni rappresentano un passaggio operativo rilevante, perché incidono direttamente su inventari emissivi, criteri di calcolo dei flussi di massa, limiti applicabili e modalità di monitoraggio.

Le BAT WGC si applicano a tutte le attività ricadenti nella categoria 4 “Industria chimica” ai sensi della Direttiva IED 2010/75/UE e del D.lgs. 152/06 per le aziende soggetta ad autorizzazione AIA IPPC.
Le linee di indirizzo regionali chiariscono inoltre le esclusioni, elencate puntualmente nel provvedimento, fornendo un primo perimetro applicativo più definito rispetto al testo della Decisione UE.
Per le aziende, questo significa poter collocare con maggiore certezza il proprio impianto all’interno – o all’esterno – del campo di applicazione delle BAT WGC, riducendo il rischio di interpretazioni difformi nei diversi procedimenti autorizzativi.
Il documento regionale attribuisce un ruolo centrale all’inventario delle emissioni, da presentare contestualmente alla domanda di riesame.
Non si tratta più di un semplice allegato descrittivo, ma di uno strumento tecnico di riferimento, che ARPA utilizzerà per valutare la coerenza del piano di monitoraggio con quanto previsto dalle BAT.
L’inventario deve ricomprendere:
e basarsi, ove possibile, su dati pregressi, preferibilmente relativi agli ultimi tre anni e ottenuti con metodi riconosciuti dalle BAT Conclusions o dai Piani di Monitoraggio autorizzati.
Per il settore chimico questo implica un cambio di approccio: l’inventario non può più essere costruito in modo generico, ma deve riflettere in modo puntuale il ciclo produttivo reale, le sostanze effettivamente utilizzate e le modalità di rilascio in atmosfera.
Uno degli elementi di maggiore interesse per le aziende è il chiarimento sui criteri di pertinenza delle sostanze.
Le linee di indirizzo riconoscono esplicitamente che non tutti gli inquinanti devono essere sempre considerati, introducendo criteri chiari per l’esclusione delle sostanze non pertinenti.
Sono considerate non pertinenti, in riferimento alle BAT :
Per le aziende chimiche, spesso caratterizzate da un’elevata varietà di materie prime e intermedi, questo passaggio è cruciale: consente di concentrare l’attenzione solo sulle emissioni realmente rilevanti, evitando analisi e monitoraggi sproporzionati, a condizione che l’esclusione sia tecnicamente motivata e documentata.

In coerenza con l’approccio BAT, il documento regionale ribadisce che il monitoraggio deve riguardare esclusivamente i parametri pertinenti.
È inoltre prevista la possibilità di ridurre le frequenze di monitoraggio in presenza di emissioni considerate “sufficientemente stabili”, definite come variazioni inferiori al 20% su un numero minimo di campagne distribuite nel tempo.
Questo orientamento introduce un principio importante per il settore chimico: la stabilità del processo e la qualità dei dati diventano leve per ottimizzare gli oneri di controllo, spostando l’attenzione dalla mera frequenza delle misure alla loro rappresentatività.
Per le installazioni esistenti, il flusso di massa degli inquinanti viene ricondotto a:
Per i nuovi impianti, invece, il riferimento è la portata di progetto e il valore limite proposto all’Autorità competente.
Dal punto di vista, pertanto, delle aziende chimiche, questo approccio rende evidente come il dato storico assuma un ruolo strategico: la qualità, la rappresentatività e la tracciabilità delle misure effettuate negli anni precedenti possono incidere in modo diretto sull’applicazione delle BAT e dei relativi BAT-AEL.
Le linee di indirizzo di Regione Lombardia segnano un passaggio significativo nella fase di applicazione concreta delle BAT WGC nel settore chimico.
Il messaggio che emerge è chiaro: l’adempimento non è più solo formale, ma richiede una lettura integrata di processo, emissioni e dati storici specifici della singola impresa, con un forte coinvolgimento delle funzioni tecniche aziendali.
Per le imprese chimiche, prepararsi in modo strutturato al riesame AIA significa oggi:
In questo scenario, la capacità di tradurre le BAT in soluzioni tecniche proporzionate diventa un fattore chiave non solo di conformità normativa, ma anche di efficienza gestionale e competitività.
LATA è a disposizione delle imprese interessate a fornire la più adeguata assistenza all’applicazione delle nuove BAT (termine previsto di applicazione: dicembre 2026), coinvolgendo tutti gli aspetti tecnico normativi e chimico analitico necessari e utili al raggiungimento del pieno rispetto delle nuove indicazioni normative.